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'Rapsodia delle terre basse' di Massimo Bubola, paroliere di Fabrizio De Andrè, pubblicato da Gallucci Editore, è un romanzo folk-rock, una lunga ballata ambientata nel Veneto degli Anni Cinquanta, scritto con fantasia e stile.

Un romanzo ambientato in un paese dove le vacche cominciano improvvisamente a fare il latte blu. Quando arriva una terribile siccità, i paesani, sconvolti, cercano le cause di questa maledizione ed emergono mille peccati (lussuria, avidità ecc. anche se mai citati direttamente) ciascuno collegato a un delitto irrisolto.

Il tutto si risolve, alla fine, con l'ammissione del peccato di superbia da parte dei maggiorenti che pretendevano di giudicare gli altri. Il finale e' davvero gotico ed efficace. Tutta la narrazione oscilla tra il realistico, il poetico e l'irrazionale. [adnkronos.com]
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Rapsodia delle terre basse di Massimo Bubola - Gallucci EditoreTitolo: Rapsodia delle terre basse
Genere: Narrativa Italiana
Autore: Massimo Bubola
Editore: Gallucci
Anno: 2009
Collana: Universale d'Avventure e d'Osservazioni
Informazioni: pg. 195
Codice EAN: 9788861450264

Prezzo Book Shop: € 15,00

IL LIBRO - Una lunga ballata, ambientata nel Veneto degli Anni Cinquanta, un romanzo folk-rock, scritto dal paroliere principe di Fabrizio De André. Musicalità e poesia, immaginazione e trama per un romanzo composto come un affresco medioevale da un rapsodo cinquantenne, un cavaliere elettrico, con l'amplificatore della sua classicità e della sua eretica gratitudine.

Musicalità e poesia, immaginazione e trama sono le caratteristiche di questo romanzo composto come un affresco medioevale creato da Massimo Bubola, un rapsodo cinquantenne, coautore di alcune tra le più belle canzoni di Fabrizio De Andrè, da "Rimini" a "Fiume Sand Creek", da "Sally" a "Hotel Supramonte", da "Andrea" a "Volta la carta" e autore di "Il cielo d'Irlanda", successo di Fiorella Mannoia.

L'AUTORE - Massimo Bubola è presente sulla scena della canzone d’autore italiana dalla metà degli anni Settanta: il suo primo album di studio, "Nastro Giallo", è del 1976. Fu l’album che impressionò Fabrizio De André, che si avvalse della collaborazione di Massimo Bubola per la scrittura dei testi e delle musiche delle canzoni di "Rimini" (1978) e de "L’Indiano" (1981), gli album che ne rilanciarono la carriera, con canzoni come "Andrea", "Sally", o "Fiume Sand Creek". Ma nel frattempo Bubola portava avanti anche la sua particolarissima mistura di folk e di rock, che si cristallizzava nel seminale album "Marabel" (1979), che univa chitarre elettriche a delicati arpeggi di matrice folk a supportare testi poeticamente ricchissimi.

Sul piano letterario, ha fatto sua l’affermazione del grande poeta beat americano Allen Ginsberg: "Perché non mettere la poesia in un jukebox?". Massimo Bubola ha miscelato la musica con testi di grande respiro letterario, formalmente curatissimi, che ha cantato e recitato anche in rassegne esplicitamente dedicate alla poesia accanto a Gregory Corso, Lou Reed, Eric Andersen ed altri.

Il suo terzo album "Tre Rose" (1981), più acustico e dai toni più intimisti, è stato prodotto da Fabrizio De André. È il primo disco di Bubola a conquistare la top ten della classifica italiana. La Fado ha pubblicato poi anche l’omonimo "Massimo Bubola" (1983), che segna un ritorno ad atmosfere elettriche e potenti ballads. Bubola ha anche scritto molte canzoni portate al successo da vari interpreti, fra cui ricordiamo "Il cielo d’Irlanda", resa popolare da Fiorella Mannoia. Nel corso degli anni, inoltre, Massimo Bubola ha portato avanti la sua passione per le traduzioni, realizzando la versione italiana di molte canzoni di autori americani come Dylan, Petty, De Ville.

Dal 1989 riprende copiosa la produzione discografica a proprio nome di Bubola: l’artista conferma la sua unicità nel panorama italiano ed europeo con album come "Vita, morte e miracoli" (1989), "Doppio lungo addio" del 1994 (considerato da molti come il più importante disco rock in lingua italiana), "Mon Trésor" (1997), "Diavoli e farfalle" (1999) e i primi tre volumi del cd "Il Cavaliere elettrico" (pubblicati fra il 2001 e il 2002), in cui Massimo Bubola ripropone le sue più belle canzoni dal vivo.

Nel febbraio 2004 è stato pubblicato "Segreti trasparenti", il nuovo album di canzoni inedite di Massimo Bubola. È stato forse l’album realizzato da un cantautore meglio recensito nella primavera del 2004, che ha raccolto consensi sia sulle riviste specializzate sia sui maggiori quotidiani nazionali.

Nel Novembre 2004, infine, viene pubblicato "Il Cavaliere Elettrico IV (I personaggi)", che completa l’omonima quadrilogia live, con un’enfasi particolare sul folk rock, di cui Massimo Bubola può dirsi uno dei fondatori in Italia, con riprese di brani come "Voltalacarta", "Coda di lupo", "Lorelei", "Eurialo & Niso", "Camicie Rosse", "Dino Campana", "Dostoevskij" e molte altre canzoni. Tutte queste poesie per musica hanno la caratteristica di essere dei brevi ritratti, delle biografie in forma canzone, in cui, nello stretto giro di strofe e ritornelli, Massimo Bubola densamente racconta la vita di personaggi famosi e di gente comune, rimanendo, in Italia, uno dei pochi grandi maestri "ritrattisti" da ballata.

Infine, nel 2005, viene pubblicato "Quel lungo treno", in cui Bubola si riappropria della tradizione folk veneta, è il sedicesimo album di Massimo Bubola: è un album tematico, dedicato alla Prima Guerra Mondiale. Nel 2006 ha pubblicato un libro di poesie e lettere musicate musicate dal titolo "Neve sugli Aranci".

Il sito web dell'autore www.massimobubola.it

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